Paolo Galiano: La via iniziatica dei Faraoni. Il “Libro dell’Amduat”. Edizioni Simmetria, ISBN 978-88-99152-87-1, II edizione; pp.199, 66 immagini a colori e in b/n. Prezzo: € 25.
INDICE:
PARTE PRIMA: LA VIA INIZIATICA IN EGITTO
- L’iniziazione nell’Egitto dei Faraoni
- Iniziazione solare e iniziazione osiriaca
- La tomba luogo della rinascita
- I “Libri dei Morti” nella tomba di Sethi I
- Possibile ricostruzione del rituale iniziatico
- Excursus: Osiride, il Dio Nero
PARTE SECONDA: IL LIBRO DELL’AMDUAT
- Il Libro dell’Amduat: analisi e commento del testo
PARTE TERZA: SU ALCUNI SIMBOLI DEL LIBRO DELL’AMDUAT
- Il “soffio vitale” e il Libro delle Respirazioni
- Il Serpente
- Gli “occhi” di Râ e gli “occhi” di Horus
- Il “giovamento sulla terra”
- La barca solare
- L’orientamento delle tombe ipogee dei Faraoni
Il testo è un completo rifacimento del testo pubblicato dalle Edizioni Simmetria nel 2009 e in parte ripreso ne I Libri dei Morti di Tut-ankh-Amon del 2025, qui riveduto e notevolmente ampliato sia nel commento del testo del Libro dell’Amduat, sia nella trattazione degli argomenti ad esso connessi.
Il motivo conduttore è la ricerca di prove sul significato iniziatico dei Libri dei Morti: l’esistenza di rituali iniziatici in Egitto è stata rifiutata dagli studiosi fino a tempi recenti, quando si è riconosciuto il significato non solamente religioso ma anche anagogico di alcuni scritti, a partire da egittologi come il Mayassis e il de Rachewiltz, le cui argomentazioni hanno costituito il punto di partenza del lavoro.
In breve, si può affermare che per l’egiziano la vita non si conclude con la morte, è dopo la morte che essa si realizza compiutamente quando il defunto raggiunge l’identificazione con Râ-Sole e con Osiride-Terra, mediante rituali che non possiamo pienamente comprendere per la scarsa conoscenza che abbiamo della mistica dell’antico Egitto, argomento di cui ben poco è arrivato fino a noi. La tomba non è destinata ai parenti per il ricordo del defunto, ma è il luogo della trasformazione dell’uomo in un Dio, purché siano garantite due condizioni: la persistenza del corpo mediante la mummificazione e la conoscenza dei testi sacri per sapersi muovere nell’Oltremondo.
I testi, da noi conosciuti con il nome complessivo di Libri dei Morti, costituiscono una sorta di “guida” per il “viaggio nell’Oltremondo” e il più antico e più completo di essi è il Libro di ciò che è nell’Amduat (o Libro dell’Amduat), suddiviso in dodici Ore, erroneamente dette “notturne”, nelle quali sono descritti i quattro “viaggi” di Râ lungo la valle del Nilo verso le quattro città sacre di Abydos (Seconda e Terza Ora), l’egizia Abdju, “la Collina del Tempio”, ove era comparsa dalle acque dell’Oceano primordiale la prima terra sotto forma di una collina piramidale; di Menfi (Quarta e Quinta Ora), Men nefer, “la Bella Città”; di Busiris (Sesta, Settima e Ottava Ora), Pr-wsr, “la Casa di Osiride”; di Heliopolis, l’egizia Iunu, “Il luogo del pilastro” (Decima, Undecima e Dodicesima Ora).
Se questo “viaggio” è sicuramente fatto in via sostitutiva dai sacerdoti in nome del defunto, esistono prove che esso venisse compiuto già in vita dal Faraone o dall’Iniziato qualificato per avere accesso alla Via, come dimostrano le affermazioni del “giovamento sulla terra” per chi compie i rituali descritti nelle Ore, la disposizione del testo del Libro dell’Amduat in alcune tombe della Valle dei Re e la pianta stessa delle tombe più antiche, come quelle di Thutmosi III e di Sethi I, che nella disposizione delle sale e dei corridoi rappresentano l’immagine terrena di questo Oltremondo.
Il Libro dell’Amduat è quindi un “manuale iniziatico”, nel quale è possibile riconoscere le fasi attraverso cui l’Iniziato diviene un Dio solare attraverso un processo in cui si riscontrano analogie con una pre-Alchimia, base per la successiva nascita dell’Alchimia alessandrina e greca.


