OSSESSIONE
"Ossessione: idea fissa, monomania, fisima". Così il Dizionario della Crusca spiega il significato della parola ossessione. Ma ci sono ossessioni e ossessioni: alcune sono idee fisse, altre solo una fisima, cioè, sempre per la Crusca, "idea strana e bizzarra". Qui vi darò alcuni esempi, partendo dalla frase evangelica "Le porte del cielo subiscono violenza" secondo Google, che le dà un significato che nemmeno potete immaginare, ma in linea con le astruserie che talora si riscontrano nell'adoperare il motore di ricerca Google o il relativo Traduttore.
L’umanità da millenni è colpita da un curioso male: l’ossessione psicotica per certi avvenimenti e le correlate implicazioni di pensiero. A volte si tratta solo di mode, pensate alla “egittomania” dell’800 che giunse al suo apice con la scoperta della tomba di Tut-ankh-Amon nel 1922 o alla compulsiva corsa al più aggiornato iPhone degli ultimi decenni.
A volte invece l’ossessione è scatenata da eventi politici, ed è difficile dire in questi casi quanto sia indotta dalla spontaneità dei partecipanti e quanto manovrata da qualche gruppo di potere politico-economico. Altrettanto difficile dare ragione a una parte degli “ossessi” e torto all’altra: ad esempio le manifestazioni contro la guerra nel Vietnam erano giustificate dal comportamento assassino dei generali o questa guerra poteva frenare l’invasione del pensiero comunista nel Sud-Est asiatico? Unica cosa certa è che un beneficio ne abbiamo tratto, la serie dei film di Rambo.
Allo stesso modo i cortei più o meno violenti contro il Sudafrica e il regime di apartheid era giustificata come lotta alla colonizzazione e all’oppressione di una classe razziale sulle altre o smantellava i poteri dei governi che riuscivano a frenare le lotte tra le tribù africane che hanno poi insanguinato per anni il sud del continente distruggendo ciò che i “bianchi” avevano costruito come è accaduto in Mozambico, in Angola e in atre nazioni?
E le insurrezioni studentesche iniziate nel 1968 sono servite a distruggere idee e comportamenti istituiti dai “matusa” (come allora si diceva, ora sono i “boomer”, perché i “matusa” del tempo sono quasi tutti morti) e per quel tempo soffocanti, ma sono stati sostituiti da altri altrettanto “obbligatori”, cito l’obbligo di dire che sono grandi e incommensurabili certi scrittori del nostro tempo, guai a chi è contrario, imporre mode nel campo dell’arte e della musica (solo la “necessità” di diventare ricchi e famosi, magari come influencer, non è mai passata di oda) o, e qui parla un medico divenuto ora paziente, il “18 politico” di cui conosco bene i risultati.
Le più recenti manifestazioni pro-Pal diffuse in Europa e in Nord America, con la relativa flotilla (a proposito, quante flotillas sono partite per la Nigeria a dare soccorso ai cristiani ammazzati dai terroristi locali?), e la rinascita o meglio l’accrescimento dell’antisemitismo sono argomenti ancora più complessi, sui quali è difficile prendere bene posizione, ma nel la guerra Palestina-Israele è proprio difficile distinguere la liceità dell’una o dell’altra parte a difendersi dalle atrocità commesse, sempre dall’una e dall’altra parte.
Se tutte queste “ossessioni” hanno almeno un qualche motivo per essere oggetto di diffusione tra i popoli, su di una non riesco a capacitarmi. Ed ora vi spiego il perché.
Stavo cercando la citazione precisa della frase evangelica “le porte del cielo subiscono violenza” e per non alzarmi dalla scrivania sono andato su Google. Non ho trovato la citazione (per inciso: Matteo, XI, 12) ma invece una lunga serie di link all’interpretazione di queste parole come “violenza sulle donne”, come si vede nell’immagine (basta collegarsi al link per leggere per intero le pagine seguenti sempre sullo stesso argomento).

Fig. 1: Schermata di risposta del motore di ricerca Google alla richiesta di informazioni sulla frase “le porte del cielo subiscono violenza”: come risposta seguono pagine e pagine concernenti la violenza sulle donne ma manca la citazione del Vangelo di Matteo.
La domanda è: che c’azzecca la ricerca di una citazione evangelica con l lunga e interminabile serie di rimandi che riguardano la violenza sulle donne?
Anche se sono d’accordo sulla campagna contro la violenza sulle donne (anche se un po’ scettico: fra cinquant’anni, quando saranno vive solo le nuove generazioni allevate con queste con questi ideali, ci sarà ancora questa forma di violenza?), cosa c’entra la “violenza dei cieli” con la “violenza sulle donne”? le donne sono equiparabili al cielo, le “donne angelicate” di dantesca memoria (ma Dante non era maschilista?), e gli uomini sono esclusi dal cielo? E questo non è contro la sbandierata “parità dei generi”?
Si può forse comprendere la necessità che sentono i redattori di Google di inchinarsi davanti alla Boldrini e di fare felici le femministe: queste forme modaiole vanno d’accordo con la necessità di “femminilizzare” anche altre espressioni di cosiddetta “arte” come i remake di film con donne al posto del maschio interprete principale (vedi l’ultimo film della serie di “Indiana Jones e il quadrante del destino” del 2023) o di dare ampio spazio alle popolazioni negre (o nere o di colore: come cavolo si dice adesso?) trasformando la greca Cleopatra di origini caucasiche in una bella attrice negra nella docuserie Netflix “Regina Cleopatra”.
D’altra parte, Google non è nuova a svarioni come Google traduttore (come dimenticare l’incisore Mathaus Merian che in Wikipedia - https://it.frwiki.wiki/wiki/ - da “il vecchio” diventa “il sambuco”) fino agli errori gustosi di storia, in cui papa Alessandro VI diventa papa Paolo VI amante di Giulia Farnese. E questo dà una misura di quanto ci si possa fidare ciecamente dei “motori di ricerca”: occorre sempre avere una qualche conoscenza dell’argomento oggetto della ricerca, o almeno confrontare più fonti.

Fig.2 Pagina del sito - https://it.frwiki.wiki/wiki/Matth%C3%A4us_Merian

Fig. 3 - Con Google il papa Paolo VI diventa l'amante di Giulia Farnese: gli sarebbe probabilmente piaciuto, ma c'è una differenza di circa quattro secoli... Ovviamente si tratta di papa Alessandro VI Borgia.
Se le “ossessioni” che ho brevemente descritto hanno almeno una base seria e solida di problemi storico-politici, anche se opinabili, questa “ossessione delle donne” di Google mi sembra invece a paragone di esse futile e voluta solo da una moda faziosa alla quale ci si deve sottomettere per non essere “esclusi” dal novero dei “buoni”. E io sono felice di essere un “escluso”. (P. G.)

