In questi ultimi giorni le ricerche per concludere il secondo libro su San Galgano mi hanno portato a scoprire un sito web piuttosto interessante: www.continuitas.com, sicuramente utile per tutti coloro che si interessano di Antropologia Culturale e di Storia delle Religioni.
>Il sito si chiama “The Paleolithic Continuity Theory” (PCT) e pubblica online e senza bisogno di password di accesso una serie di articoli illustranti tale teoria, estratti da riviste scientifiche di buon livello, i cui Autori appartengono a diverse Università europee: li accomuna lo studio del fenomeno Indoeuropeo sotto diversi aspetti, non solo storico ma anche linguistico e religioso, fenomeno però visto in una prospettiva diversa rispetto a quella a cui siamo abituati.
La teoria dell’“invasione indoeuropea dall’est” è sempre stata un caposaldo della storiografia: il gruppo della PCT, lungi dal negare l’esistenza del mondo indoeuropeo come vorrebbero fare da alcuni anni a questa parte diversi scrittori italiani e non (citiamo per tutti il Semeraro), ne afferma la presenza in Europa fin dal Paleolitico superiore (almeno 20.000 anni prima di Cristo secondo le cronologie più basse) come fenomeno autoctono e non conseguente ad invasioni dall’est o dall’ovest. Si tratterebbe quindi dei primi abitanti dell’Europa, provenienti verosimilmente da quello che si ritiene oggi la sede di origine della specie Homo, l’Africa centro-orientale.
Per semplificare al massimo il complesso discorso: l’Homo Sapiens presente nel territorio europeo a partire dal Paleolitico (quindi ci si riferisce almeno all’Uomo di Cro Magnon se non addirittura a quello di Neanderthal) costituirebbe già una razza identificabile come Indoeuropea, suddivisa in tre popolazioni, una occidentale corrispondente ai “popoli dei Megaliti”, poi “popoli dei Vasi a Campana” (come sono noti alla Paleoantropologia e all’archeologia della preistoria), una localizzabile nell’Europa centrale (popoli delle “Asce da combattimento” e dei “Campi di Urne”) ed una orientale (“popolo dei kurgani” delle steppe eurasiatiche, da cui deriveranno in epoca storica gli Sciti e poi i Sarmati), cioè quel ramo indoeuropeo che viene abitualmente collegato alle ondate di invasori che dall’est si diffusero in tutta Europa nell’Età del Bronzo (circa
Le conseguenze di questa teoria vanno oltre l’aspetto meramente storiografico perché includono anche conseguenze sull’origine del sacro e della religione, della magia sciamanica e del complesso mito-rituale: ad esempio il celtismo, non proveniente dall’est nel I millennio a.C. ma originario della regione franco-ispanica e discendente dalle culture megalitiche, sarebbe all’origine sia della “materia di Bretagna” sia più in genere della poesia trobadorica, mediante la trasmissione di concezioni spirituali e religiose provenienti direttamente dal Paleolitico. La stessa ritmica della poesia epica sarebbe a sua volta derivante dallo sciamanesimo primordiale indoeuropeo.
Mi sembra utile per tutti gli interessati alla materia dare un’occhiata al sito.


