Uno studio decisamente innovativo sulla saga di Galgano, e sui collegamenti di questa con i più celebrati cicli arturiani. In effetti, l’unica spada nella roccia l’abbiamo noi in Italia, nell’Eremo di Montesiepi ed è certo che la leggenda del santo precede la comparsa delle prime saghe arturiane. Paolo Galiano torna su questo sito, che tanto affascinò anche Julius Evola, e approfondisce, in maniera sistematica le correlazioni della Rotonda con il ciclo annuale del sole, mostrando particolari coincidenze che portano ad aprire una finestra “ghibellina” e probabilmente templare, sulla vicenda del guerriero-santo, che configge la sua spada nella roccia. Molto interessanti sono le varie ipotesi sull’origine del nome di Galgano e sui paralleli tra la vita del santo, deducibile dagli atti del processo di santificazione e i cicli nordici di Odino.
Galiano propone un parallelo fra il frassino Yggdrasil e la spada, entrambi axis mundi intorno ai quali ruotano le vicende degli eroi e degli dei. Oltretutto Yggdrasil significa “il destriero del potente” ed è il mezzo attraverso il quale Odino attua il sacrificio: Anche per Galgano il cavallo è il mezzo che porta alla conoscenza sul Monte-Siepi.
Tre secoli prima che si corresse il Palio in Piazza del Campo a Siena, i nobili cavalieri senesi correvano una corsa che partiva dalla chiesa del Santuccio e, fin d’allora, il vero officiante del rito risultava essere il cavallo che, anche se “scosso” poteva essere proclamato vincitore. I paralleli con l’Ecuus October romano e con il sacrificio purificatorio del cavallo portano il lettore a spaziare nei miti delle origini e ad inquadrare la leggenda di Galgano in un percorso iniziatico di probabile ascendenza templare.
Tale ascendenza viene corroborata da numerosi riscontri. Citiamo quelli che l’Autore sviluppa in modo articolato nel libro: La presenza dei templari nel contado di Frosini (castello situato in una valle adiacente l’eremo. Il ritrovamento di una croce templare murata ulla soglia della cappella.
La presenza di coci di tipo gigliato L’esistenza di sigilli templari indicanti un cavaliere orante davanti ad una spada conficcata su un monte.
Il libro si conclude con un’appendice eminentemente tecnica tesa a mostrare la particolare forma del raggio di sole che, nei solstizi, si relazione al luogo di sepoltura ed al punto esatto dove è confitta la celebre spada.

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