dalla prefazione di "Le vie della Gnosi", di Paolo GalianoIl cristianesimo dei primi tre secoli è forse uno degli argomenti meno conosciuti nella Storia delle Religioni, non perchè su di esso sia stato scritto poco, anzi il contrario, bensì per la scarsità di documenti originali pervenuti fino a noi, in particolare per quanto concerne il I secolo.
Oggi sono due le tendenze che prevalgono (e in particolare negli ambienti a cui questo scritto è rivolto) nell'interpretazione delle fasi più antiche di sviluppo ed organizzazione della religione cristiana: la prima (ed è la tesi più diffusa) esalta un cristianesimo degli umili e degli ignoranti , i "semplici", invasati dal desiderio di una Parousia che annulla il valore ed il significato di ogni realtà terrena; dall' altro lato, e ci riferiamo a quanti, per ragioni le più diverse, si pongono in opposizione al cristianesimo (talora pur accettando il Cristo come divinità) interpretano queste caratteristiche, ampliate e diffuse in modo erroneo a seguito di una falsa interpretazione imposta da certa corrente cattolmarxista di pensiero, come segni precipui di una religione plebea, "femminile" e "lunare" secondo l'antiquata terminologia di Bachofen e dei suoi epigoni, priva di ogni aggancio con il Sacro o, se si preferisce, con la Tradizione.