Esiste ovviamente, sia ad opera del magistero ecclesiale come a livello accademico laico, una vastissima letteratura specializzata. Oltretutto, duemila anni di Cristianesimo hanno fatto di questo simbolo uno degli oggetti di ricerca e di devozione tra i più studiati al mondo. Ma in questo volume, sempre strettamente aderente ai principi della tradizione sacra, vengono esplorati alcuni aspetti tra i meno frequentati offrendo al lettore delle prospettive inconsuete e, alcune, sicuramente inedite.
Come la maggior parte dei libri di Lanzi, anche questo è un volume con con numerosi disegni dell’autore dove la grafica elaborata manualmente nel corso delle conferenze dalle quali il volume è tratto, sintetizza efficacemente concetti che richiedono più intuizione che logica, più manualità che razionalità.
Ma, pur volendo essere un libro semplice, il lettore si imbatterà in delicati problemi d’ordine filosofico e metafisico. In conformità agli insegnamenti del maestro Graziotti, Lanzi segue una gerarchia geometrica, ponendo il lettore di fronte ai suggerimenti straordinari e a volte imprevedibili nascosti fra le geometrie e le metodologie di tracciatura di questo semplicissimo segno.
La prima parte del libro insiste particolarmente sugli aspetti archetipali, su cui si fondano gli schemi iconologici della religiosità di qualsiasi etnia. Viene analizzata la croce come ritmo, come regola, come orientamento. Frequenti sono i riferimenti alla metafisica di Guénon. Si parla inoltre della Croce e della spada, della croce e dell’aratro e dei rapporti simbolici e geometrici tra le croci e le porte, gli alberi, gli architravi gli zodiaci e le spirali. Assai interessante è il tema della Via Crucis, affrontata in un modo inconsueto. Notevoli i riferimenti al bestiario crucifero e in particolare al tetramorfo, all’aquila, al toro, al leone, all’angelo.
Seguono poi alcuni accenni al serpente e ai due animali che alitano ai lati del Cristo bambino (il bue e l'asino) e, ovviamente, dedicheremo qualche nota al cervo e al liocorno. Vengono in seguito esaminati i giochi e le danze della croce e le loro arcaiche ascendenze, il senso della musica all’interno dell’edificio sacro e la perfetta rispondenza tra musica e architettura, presente fino a buona parte del XV secolo e poi progressivamente perduta.
L’appendice a fine testo del Dott. Paolo Galiano analizzat lo sviluppo simbolico della Croce, soprattutto nell’ambito storico del protocristianesimo.

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